I sintomi del ciclo mestruale

Le mestruazioni quando arrivano portano con sé una serie di sintomi noti che, se troppo invalidanti, necessitano di approfondimenti medici.

I sintomi del ciclo mestruale

Le mestruazioni quando arrivano portano con sé una serie di sintomi noti che, se troppo invalidanti, necessitano di approfondimenti medici.

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Conosciamo bene il ciclo mestruale. Fa la sua comparsa quando abbiamo circa 12 anni: con il menarca, la prima mestruazione, siamo entrate nella pubertà. Questo significa che il nostro corpo è diventato fertile, d’ora in poi possiamo rimanere incinta e tutto il nostro apparato genitale si organizza in virtù di questo obiettivo. In tale contesto, il ciclo mestruale è un meccanismo che prepara il nostro utero a ospitare, potenzialmente, un ovulo fecondato. Essendo la conseguenza di un’intensa attività ormonale, il ciclo porta però con sé una lista più o meno lunga di sintomi fastidiosi.

 

Le mestruazioni, in breve

Prima di affrontare la sintomatologia legata alle mestruazioni, ricapitoliamo per punti salienti come funziona questo meccanismo biologico: conoscerlo approfonditamente, ci permette di comprendere meglio anche la natura dei problemi e dei dolori che porta con sé.

In media, il ciclo dura in tutto circa 28 giorni e si conta a partire dal primo giorno di flusso mestruale, le vere e proprie perdite di sangue. Questo momento, definito propriamente fase mestruale, dura all’incirca 3 o 4 giorni. L’endometrio, che è lo strato di mucosa più superficiale dell'utero, si ispessisce e si distacca dal resto della parete uterina e viene espulso insieme al sangue.
Segue la fase proliferativa del ciclo, durante la quale l’ambiente uterino si ricostruisce da capo mentre in una delle due ovaie, alternativamente, un follicolo matura. È in questo momento che i livelli di estrogeni, gli ormoni femminili di cui il più noto è il progesterone, raggiungono il picco massimo: stiamo iniziando a ovulare. La vera e propria fase ovulatoria combacia con la rottura del follicolo maturato e l’espulsione dell’ovulo che, in caso di rapporto sessuale non protetto, potrebbe essere fecondato.

In questo periodo, che corrisponde all’incirca con il 15-16 giorno di ciclo, si ha la maggiore probabilità di rimanere incinta.
Se questo non avviene, il ciclo si prepara a tornare alla fase iniziale. L’endometrio, nel frattempo, ricomincia a ispessirsi, il follicolo esploso prima si trasforma in luteo e poi, se l’ovulo non viene fecondato, si riassorbe. Arrivate, all’incirca, al 28esimo giorno di ciclo, i livelli di progesterone diminuiscono gradualmente, la parete uterina si sfalda e ricompare il flusso mestruale.

 

I sintomi del ciclo mestruale

L’intero ciclo mestruale, come alcune donne sanno fin troppo bene, presenta sintomi e fastidi che possono variare per intensità e parte del corpo interessata. Alcune soffrono di mal di testa, altre hanno dolori alla zona del basso ventre e altre ancora percepiscono un brusco cambio di umore da un giorno all’altro, apparentemente incomprensibile.
In realtà, sappiamo che la maggior parte dei sintomi mestruali sono causati dalle oscillazioni dei livelli ormonali. Gli indiziati principali sono progesterone ed estrogeni, sostanze prodotte dalle nostre ghiandole endocrine: il primo ha il compito di svolgere un’azione rilassante sui muscoli uterini, i secondi invece agiscono sul seno, preparandolo per un eventuale periodo di allattamento. A questo si aggiunge il fatto che la sintesi di progesterone ed estrogeni comporta fastidi a livello intestinale e sbalzi ai livelli di sodio e cloro presenti nel corpo.
Tutti questi fattori messi insieme provocano quelli che noi conosciamo come sintomi mestruali:

  • aumento della fame;
  • stitichezza o, al contrario, diarrea;
  • ritenzione idrica;
  • dolore e sensazione di gonfiore al seno;
  • forte sensibilità ai capezzoli;
  • comparsa di brufoli;
  • dolori e sensazione di gonfiore alla zona dell’addome;
  • mal di testa;
  • sbalzi d’umore improvvisi.

 

Lo spotting

Un altro indizio dell’avvicinarsi delle mestruazioni è la comparsa dello spotting, piccole perdite ematiche di colore scuro, spesso tendente al marrone. La ragione dello spotting è una semplice reazione chimica: il sangue contenuto nelle perdite è poco e, spesso, staziona un po’ di tempo nella cavità vaginale prima di essere espulso, tanto da ossidarsi e assumere la tonalità marrone che percepiamo a occhio nudo. La causa dello spotting va generalmente ricercata nella condizione psico-fisica della donna. Se si è molto sotto stress, se non si segue una dieta bilanciata o se si usa una modalità contraccettiva particolarmente invasiva come la spirale, è più probabile che queste piccole perdite facciano la loro comparsa tra un flusso mestruale e l’altro. Ci sono anche alcune patologie che potrebbero essere all’origine del problema: le cisti ovariche, ectopia della cervice uterina (una piccola piaga sulla membrana), polipi uterini, disfunzioni della coagulazione sanguigna.

Ad ogni modo, non preoccuparti troppo: generalmente lo spotting è un fenomeno reversibile che non provoca alcun tipo di limitazione, basta controllare che la frequenza delle perdite non aumenti eccessivamente. Per ovviare al problema delle macchie sui capi d’abbigliamento intimo arriva in aiuto l’assorbente in cotone 100% biodegradabile Lady P: indossandolo, la pelle continua a respirare come se nulla fosse, non avvertiamo fastidi e non siamo costrette a provare quella fastidiosa sensazione di sporco e bagnato tipica delle perdite vaginali.

 

La sindrome premestruale

Altra cosa rispetto ai fastidi causati dal ciclo mestruale è la sindrome premestruale, un insieme di sintomi che va distinto da quanto detto fino ad ora e che vale la pena approfondire un po’ per capire cosa lo caratterizza.

Innanzi tutto, la sindrome premestruale si può manifestare anche 2 settimane prima dell’arrivo del flusso mestruale e le forme in cui si presenta sono insieme fisiche, psicologiche ed emotive. Cefalea, ritenzione idrica dolorosa, tensione mammaria ma anche vertigini, stipsi, nausea e dolori pelvici sono tutti segnali di sindrome premestruale che, essendo particolarmente intensi, inducono uno stato di stanchezza, confusione e frustrazione nella donna che ne soffre.
Per molte ragazze colpite da sindrome premestruale, la soluzione è stata iniziare ad assumere la pillola contraccettiva per via orale. Specialmente in questo caso, però, è necessario prima rivolgersi a un medico che, a seguito di un esame clinico, deciderà se e quale pillola prescrivere: si tratta, in fin dei conti, di una terapia ormonale e non va presa con leggerezza.

 

A quali sintomi prestare particolare attenzione

In questo quadro complesso, è comunque giusto non sminuire eventuali segnali d’allarme e, anzi, essere sempre attente a monitorare l’andamento dei sintomi.
La maggior parte della popolazione femminile ha le mestruazioni circa una volta ogni 28 giorni, con regolarità. Se, però, il ciclo salta uno o più mesi e non c’è motivo di credere di essere incinta, potrebbe esserci un problema medico da indagare e risolvere. Alcune volte si tratta di un eccessivo esercizio fisico, altre volte di uno squilibrio ormonale indotto da una variazione di peso eccessiva come ad esempio accade a seguito di una dieta ferrea. Altre volte ancora, la donna che nota l’assenza di ciclo può scoprire di soffrire della sindrome dell’ovaio policistico.
Il sintomo opposto, invece, è un flusso mestruale eccessivamente abbondante. In media, un numero inferiore di donne hanno naturalmente un ciclo particolarmente copioso che le costringe a cambiare anche un assorbente ogni ora. Oltre a un fisiologico affaticamento, questa condizione potrebbe essere sintomatica di una condizione anemica (mancanza di ferro) della persona, o peggio di endometriosi. 

Un altro problema ancora riguarda le mestruazioni di durata molto al di sotto dei classici 5 giorni. Certo, se fin da subito le nostre mestruazioni si regolarizzano sui 2 giorni di durata e così rimane, costante, fino all’avvento della menopausa, tendenzialmente non c’è nulla di cui preoccuparsi: sappiamo che ogni donna ha il suo specifico ritmo di ciclo mestruale. Se, però, improvvisamente la durata delle mestruazioni si riduce sensibilmente potrebbe essere il caso di rivolgersi a un medico. In alcuni casi la risposta potrebbe essere aver iniziato una pratica contraccettiva che modifica il normale andamento del ciclo.

Gli ultimi sintomi, non per importanza, cui prestare particolare attenzione sono i crampi addominali. Le contrazioni uterine sono normali: servono a spingere fuori l’endometrio ogni volta che l’ovulo non viene fecondato, sono in buona sostanza il meccanismo essenziale della mestruazione. Se, però, queste contrazioni diventano molto intense, tanto da impedire alla donna un normale svolgimento della vita quotidiana, potrebbero essere un caso più o meno grave di dismenorrea o altre patologie più gravi come l’adenomiosi (che colpisce il tessuto ghiandolare dell’utero), malattie sessualmente trasmissibili o infiammatorie.

Fonti:

Humanitas

MSD Manuals

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